Il cloruro di polivinile, meglio noto come PVC, è un materiale plastico utilizzato per i telai delle finestre e per le porte (sia per quelle d’ingresso, che per quelle interne) perché presenta diversi vantaggi:

  • Resiste agli agenti atmosferici
  • Non necessita di particolare manutenzione
  • Offre alte prestazioni termoacustiche
  • Resiste agli urti e ai tentativi di scasso
  • Ha una lunga durata nel tempo

In questo articolo parleremo delle porte in PVC e, in particolare, di quelle d’ingresso; per queste in particolare, la scelta del materiale è fondamentale, in quanto sono esposte a contatto con l’ambiente esterno e rappresentano una potenziale via d’ingresso per i malintenzionati.

Prima di analizzare punto per punto le caratteristiche del PVC, faremo un cappello introduttivo sulla struttura delle porte e sulle tipologie più comuni in commercio.

 

Tipologie di porte

Le porte sono formate da:

  • Una o due ante. L’anta è unita al telaio tramite le cerniere, dette anche cardini, e in base alla loro posizione si determina il senso di apertura. Si parla di porta a destra, quando i cardini sono sulla destra, viceversa, di porta a sinistra. Le cerniere possono essere visibili o a scomparsa; alcune di esse sono anche reversibili, permettendo quindi di decidere il senso di apertura nel momento in cui vengono montate.
  • I coprifili, strutture verticali che incorniciano l’anta e che coprono le interruzioni tra telaio, controtelaio e muro.
  • Il controtelaio, o falso telaio, che viene montato sulla parte di muro predisposta come vano per la porta ed è formato di solito da assi grezze. Controtelaio e vano hanno lo stesso spessore.
  • Il telaio fisso, posto sopra al controtelaio. I profili verticali si chiamano montanti, mentre il lato orizzontale è il traverso.
  • La battuta, un elemento sporgente (aletta) che serve a coprire il controtelaio (o falso telaio) o il vecchio serramento in legno.

Gli elementi che abbiamo appena elencato sono comuni a tutte le tipologie di porte, che a loro volta si suddividono in:

  • Porte a battente: come per le finestre, sono quelle più comuni. Hanno una o due ante, con apertura a destra, a sinistra oppure reversibile. Possono essere lisce, con degli ornamenti o anche con delle vetrate (le più comuni sono a griglia o intere);
  • Porte con apertura a spinta (apertura esterna): si configurano essenzialmente come porte antipanico, per un utilizzo sulle vie di esodo;
  • Porte a soffietto: sono costituite da più ante di piccole dimensioni, dove la prima è ancorata al telaio e le successive poggiano su di essa mentre scorrono su una rotaia posta in alto o in basso. Dal momento che sono solitamente costituite da più elementi, sono più indicate per vani o aperture abbastanza ampie.

 

Il PVC è dannoso per la salute e per l’ambiente?

Il cloruro di polivinile è un materiale studiato e ben conosciuto a livello di ricerca e di applicazioni industriali. L’industria del PVC nasce negli anni ‘30 del secolo scorso e nel corso degli anni ha sviluppato innovazioni tecnologiche e standard qualitativi in grado di soddisfare le leggi nazionali e le direttive europee. Prima fra tutti la normativa REACH, che riguarda l’utilizzo e la commercializzazione delle sostanze chimiche all’interno dell’UE.

Lo scopo è quello di valutare l’impatto di queste sostanze sulla salute umana sull’ambiente e, nel contempo, definirne le modalità d’uso. Le sostanze chimiche devono essere registrate e sottoposte a controlli per valutare il loro grado di pericolosità.

Il PVC non è sottoposto a registrazione, ma lo sono gli additivi che vengono mescolati ad esso e che servono a garantirne alcune proprietà utili per l’edilizia, quindi anche per le porte. Sono un esempio gli additivi plastici che servono a conferire elasticità e resistenza.

Ne consegue che le porte in polivinile che hanno le certificazioni CE sono prodotte in ottemperanza alla normativa REACH e non sono tossiche o in alcun modo dannose per la salute o per l’ambiente.

Il PVC a norma, infatti, è completamente riciclabile e dopo l’uso può essere reintrodotto nella filiera produttiva. Per avere le migliori prestazioni qualitative in termini di durata, ti consigliamo tuttavia di acquistare solo porte o portoncini in PVC vergine, ovvero di nuova fabbricazione.

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Il PVC resiste agli agenti esterni?

Le strutture in PVC, come porte e finestre, garantiscono ottime prestazioni in termini di:

  • Impermeabilità all’acqua, all’aria e resistenza alle diverse condizioni climatiche: per quanto riguarda le infiltrazioni d’acqua e d’aria, oltre alla qualità del materiale, entra in gioco la messa in opera e, in particolare, l’utilizzo della ferramenta e delle guarnizioni per fissare controtelaio, telaio e anta.
  • Il PVC è un materiale autoestinguente: se scoppiasse un incendio, le porte fatte di questo materiale non verrebbero pervase dalle fiamme e ne limiterebbero la propagazione attraverso la loro struttura.

 

Porte in PVC: manutenzione e praticità

Come abbiamo visto, il PVC resiste agli agenti atmosferici e al fuoco e questo implica che, a differenza di altri materiali (vedi il legno), non necessita di interventi di manutenzione; l’unico intervento richiesto è una regolare pulizia.

Pulire le porte in polivinile è piuttosto semplice e poco dispendioso: bastano un semplice panno o spugna e del comune detergente. La superficie è liscia, il che rende la pulizia ancora più veloce.

L’unica accortezza da tenere a mente consiste nell’evitare l’utilizzo di materiali corrosivi, come le spugne abrasive (ad esempio quelle in metallo usate per scrostare i piatti) e le sostanze acide.

Un’altra caratteristica tipica delle porte in polivinile e che ne determina la praticità d’uso è la leggerezza di questo materiale, che lo rende particolarmente indicato per porte di grandi dimensioni o per le porte finestre.

 

Porte in PVC e proprietà termoacustiche

Puoi migliorare l’isolamento della tua casa non solo con le finestre, ma anche attraverso le porte. Per questo è molto importante scegliere accuratamente il materiale del telaio ed, eventualmente, la tipologia di vetro, nel caso in cui tu voglia aumentare la luminosità della tua casa anche tramite la porta d’ingresso.

Per quanto riguarda l’isolamento termico, rimane valido il concetto di trasmittanza termica relativo alle finestre, poiché le porte sono strutture architettoniche che separano l’ambiente esterno da quello interno. Ne consegue che anche esse concorrono a determinare il flusso di calore scambiato tra i due ambienti. A tal proposito, ricordiamo che più è basso il valore della trasmittanza, più le porte in polivinile contribuiscono all’isolamento termico e al risparmio energetico.

Gli obiettivi e la regolamentazione del risparmio energetico sono disciplinati dalla direttiva comunitaria 2012/27/UE, che impone una diminuzione dei consumi energetici del 20% entro la fine del 2020. Per favorire ed incentivare le migliorie energetiche anche negli edifici privati, il legislatore italiano ha introdotto in questi ultimi anni diversi sgravi fiscali, come l’Ecobonus.

Quali altri vantaggi ci sono nel sostituire le vecchie porte con quelle in PVC?

  • Se devi sostituire le porte interne o esterne e scegli dei materiali isolanti, ne avrai beneficio sia in termini di comfort abitativo, che di risparmio in bolletta. L’isolamento termico ti permette di mantenere una temperatura interna il più possibile costante, con conseguente minor impiego di riscaldamento o di condizionamento. Inoltre permette di evitare la formazione di muffe e condensa.
  • I portoncini d’ingresso in PVC permettono inoltre di abbattere i suoni che provengono dall’ambiente esterno, sia esso la strada o il resto del condominio. Ciò determina un beneficio immediato in termini di minore stress e di aumentato relax e riposo notturno.

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Esempi di prestazioni di porte in PVC

Le porte esterne in PVC sono presenti sul mercato in diverse tipologie di colori e combinazioni. È possibile trovarle con pannelli dalle colorazioni lignee, inframmezzati da vetrocamere, con decorazioni in legno e in alluminio.

A seconda delle necessità, per abbassare ulteriormente il valore della trasmittanza termica intorno ad un valore Ud= 1,2 o 1,3 W/m2K (a seconda della presenza o meno del vetro), puoi scegliere porte realizzate con pannelli in HPL. Si tratta di un materiale fatto di fibre e resine indurenti, in grado di aumentare l’isolamento termico.

Sempre ai fini dell’isolamento termico puoi scegliere, similmente a quanto fai per gli infissi, vetrocamere basso emissive e satinate, con delle intercapedini riempite di gas argon. Il trattamento basso emissivo, combinato all’argon, aumenta l’isolamento termico; il satinato invece è un vetro opaco che garantisce una maggiore privacy rispetto a quello normale.

 

Porte in PVC e sicurezza

Come ben saprai, i principali tentativi di scasso avvengono tramite le finestre, le porte dei garage e quelle d’ingresso.

Nell’articolo su come proteggere la casa dai furti abbiamo visto che per aumentare la sicurezza dei portoncini in PVC dobbiamo considerare due aspetti:

  • La serratura, che insieme ai riscontri e alla maniglia, fa parte della ferramenta, che include tutte le parti in metallo di un infisso o di una porta.
  • La tipologia di porta esterna, distinguendo tra porta veranda e porta d’ingresso.

Per quanto concerne le serrature, le abbiamo suddivise in tre macro categorie:

  • I cilindri poco sicuri, che comprendono la chiave seghettata, le chiavi a doppia mappa e il cilindro europeo. Sistemi di chiusura di questo tipo sono, di per sé, una buona ragione per pensare di sostituire le vecchie porte con strutture più nuove.
  • I cilindri sicuri sono invece quelle a coda di rondine, con chiave a pistone e a cilindro europeo, ma che hanno sistemi di antibumping incorporati (evitano cioè la rottura del cilindro).
  • Le serrature motorizzate (scansione termica dell’impronta, inserimento di codice pin, serrature con blocco antieffrazione e quelle che si aprono a distanza tramite l’utilizzo di apposita app).

Dal punto di vista della ferramenta, oltre alle serrature, sono molto importanti i nottolini, che in base alla classe di appartenenza, RC1 o RC2, vengono posizionati lungo il perimetro della porta o della finestra e incastrati in appositi scontri di sicurezza.

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Maniglia Oknoplast

 

Durata delle porte in PVC

Come abbiamo visto nei paragrafi precedenti, le porte in polivinile sono resistenti agli agenti atmosferici e sono stati condotti diversi test nel corso degli anni per verificare la durata media degli infissi.

I test sono stati condotti nell’arco temporale di 18 anni e non si sono notati cambiamenti fisici e prestazionali sul materiale. Considera poi, che queste prove sono state fatte su serramenti installati negli anni ‘70, gli avanzamenti tecnologici hanno introdotto diverse migliorie che garantiscono una durata anche maggiore.

Se sei interessato ad approfondire l’argomento ti rimandiamo all’articolo del PVC Forum.

 

Conclusione

Le porte in PVC, in particolare quelle esterne, sono sia dei complementi d’arredo, che strutture architettoniche utili a proteggere la tua casa dagli agenti atmosferici e dai ladri.

Per questi motivi, l’estetica è solo uno degli aspetti da considerare quando decidi di sostituire il portoncino d’ingresso. Sono infatti caratteristiche molto importanti:

  • Le proprietà termoacustiche del PVC
  • La permeabilità all’acqua, al vento e più in generale la resistenza alle intemperie
  • La resistenza agli urti, quindi ai tentativi di scasso. La porta in PVC non è l’unico elemento che concorre alla protezione dell’edificio, ma sono fondamentali anche gli accessori, come la ferramenta.
  • Ultimo, ma non per rilevanza, la durata. Le porte in polivinile, similmente alle finestre, hanno una durata media intorno ai 30 anni.

Cambiare infissi e serramenti

Posted by Oknoplast